“ Comincia tipo così:
Lei: “Pensavo che ci potremmo sposare.”
Lui: “Sì, magari facciamo una cosa per pochi intimi.”
Madre di lei: “NON PUOI non invitare le zie di Matera. Lo sai che ci rimangono male. Quando si è sposata tua cugina Carola, hanno fatto un sacco di telefonate scocciate.”
Lei: “Ma non le vedo dal 1984!”
Madre di lei: “Che figura ci fai fare?”
Madre di lui (in altra sede): “NON PUOI non invitare Carlo e Samantha, sai che poi si offendono.”
Lui: “Esticazzi?”
Madre: “Ma non sta bene non invitare!”
Lui: “Dove ci sposiamo, ché abbiamo i parenti un quarto a Matera un quarto a Roma un quarto a Trento un quarto ad Aosta?”
Lei: “Dove viviamo noi.”
Lui: “E i parenti, come li mettiamo a dormire?”
Lei: “Se vogliono venire, si arrangiano: non abbiamo tutti quei soldi.”
Sorella di lui: “Non si può fare, l’etichetta del matrimonio dice che devi pagare pullman e albergo a tutti i parenti che vengono.”
Madre di lui: “E fare le bomboniere.”
Sorella di lui: “Belle. Guarda questi reggilibri di bronzo, per esempio.”
Madre di lei (al telefono): “E il pranzo seduti, rigorosamente.”
Lei: “Ok, lasciamo perdere, come non detto, non sposiamoci più.”
Lui: “Va bene.